AREA MULTIMEDIALE DEL QUADERNO

IL FAIR PLAY È VERDE

COMUNICAZIONE A GENITORI E INSEGNANTI.

I contenuti video sono inseriti su Vimeo e You Tube. Alla fine dei video i bambini potrebbero accedere ad altri contenuti non protetti e non di FairPlay4U. Si consiglia di accompagnare i minori durante la visione.

Pallard vestito da Superman

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immagine di fata smeraldaa

1) PERCHÈ LE CASTAGNE SONO CHIUSE DENTRO I RICCI?

Ascolta la leggenda di Fata Smeralda, scoprirai chi ha aiutato le castagne a difendersi.

SEI UN BUON DETECTIVE?

Se hai una super attenzione, dopo aver ascoltato la storia saprai rispondere a queste domande!

Un punto per ogni risposta giusta, quante ne indovinerai?

  1. Quale tra questi non è un protagonista della storia: un topolino, papà riccio, una castagna, un albero?
  2. La famiglia dei ricci era indifferente ai problemi degli altri?
  3. I ricci abitavano in una bella grotta di montagna?
  4. Le castagne risolsero il loro problema?
SCONTROSO COME UN RICCIO! MA SIAMO SICURI?

Un modo di dire che proprio non rispecchia il carattere dei piccoli e graziosi ricci, che sono timidipacifici e a volte anche un po’ impacciati!  Certo, sono riservati e amano vivere tranquilli, ma scontrosi proprio non lo sono!

Mangiano insetti, piccoli roditori e anche le vipere di cui non temono il veleno perché i loro aculei sono molto più lunghi dei denti dei serpenti. Niente morsi allora!

È impossibile non riconoscerli: dalla coda sin sopra la fronte hanno piccoli aculei molto duri di 3 centimetri e pungenti come spilli! Il loro unico modo di difendersi dai nemici… Quando i ricci hanno paura si chiudono su se stessi, mettono il musetto sulla pancia e … si trasformano in vere palle di spilli!

IO LO SO E TU LO SAI?

Gli aculei sono:

  1. unghie affilate
  2. peli cavi rinforzati
  3. legni del sottobosco

Verifica la tua risposta! La soluzione dell’operazione ti indicherà la risposta corretta.

(3240:2-1618)=?

C’È RICCIO E RICCIO!

Guarda queste quattro foto: quale rappresenta il riccio protagonista della storia?

SAI DARE I NOMI CORRETTI A QUESTI ANIMALI?

Prova ad indovinare!

E poi verifica cliccando sulla foto.

  1. Istrice o Porcospino
  2. Pesce Istrice
  3. Riccio di mare
  4. Riccio di terra

Riccio di mare

Istrice o Porcospino

Riccio di terra

Pesce Istrice

2) LA CATENA ALIMENTARE: IO MANGIO LUI, TU MANGI ME

In natura ogni essere vivente – piccolo o grande che sia –  non solo fa parte di un ecosistema specifico, ma  ha anche una posizione  all’interno della  catena alimentare.

Indovina! La catena alimentare è…
  1. una specie di collana fatta di cibo, come ad esempio le salsicce
  2. il processo per produrre il cibo
  3. uno schema che dice chi mangia chi

Detto in maniera diversa è la  relazione alimentare che esiste in un  ecosistema tra esseri viventi produttori, consumatoridecompositori. La catena alimentare assicura l’equilibrio e la sopravvivenza dell’ecosistema a cui si riferisce.

Per questo l’Agenda 2030 si raccomanda di proteggere le biodiversità e non far estinguere specie animali o vegetali:  alterare la catena alimentare è un grosso guaio per tutti!

Ti spiego perché partendo da come è organizzata la catena alimentare terrestre.

SAI TRADURRE L’INGLESE?

Associa le parole italiane alle corrispondenti in inglese che trovi nell’immagine.

  • CONSUMATORE PRIMARIO
  • AQUILA
  • PRODUTTORE
  • RANA
  • PIANTE VERDI
  • DECOMPOSITORE
  • CONSUMATORE SECONDARIO
  • FUNGHI
  • CATENA ALIMENTARE
  • PRODUTTORE
  • CONSUMATORE TERZIARIO
  • CAVALLETTA
CHI SONO I PRODUTTORI?

Sono gli esseri viventi che si trovano alla base della catena alimentare. Sono quelli che sanno produrre da soli il loro nutrimento (amidi e zuccheri) attraverso la fotosintesi clorofilliana.  Sono le piante o i vegetali. Sono organismi autotrofi.

Fai attenzione!

Nella catena alimentare i ‘produttori’ non li devi confondere con quelli che coltivano la terra o allevano gli animali che poi mangiano: nella catena alimentare gli uomini non sono i produttori.

CHI SONO I CONSUMATORI?

Sono gli esseri viventi che per vivere devono mangiare altri organismi.

Se mangiano erba e vegetali sono animali erbivori.

Se mangiano gli erbivori sono animali carnivori. Ci sono anche carnivori che mangiano altri carnivori.

GLI ONNIVORI

Ci sono infine gli onnivori che occupano più livelli nella catena alimentare: mangiano di tutto. Non si possono mettere in un livello fisso della catena alimentare: scorrazzano su e giù sulla piramide a seconda del menù della giornata!

I RAGNI SONO ERBIVORI, CARNIVORI, ONNIVORI O DECOMPOSITORI?

Prova a indovinare e verifica la tua risposta cliccando sull’immagine!

I ragni sono onnivori!

In passato si pensava fossero carnivori, ma oggi si è scoperto che sono ghiotti di polline. Se dividessimo il piatto di un ragno in 4 parti uguali, in 3 metterebbe gli insetti e in 1 un bel mucchio di polline!

CHI SONO I DECOMPOSITORI?

Sono i batteri, i funghi e gli insetti. Hanno il compito di distruggere i resti di animali morti e vegetali, trasformandoli in sostanze utili ai produttori. Il loro ruolo è importante perché decompongono la materia organica fornendo al terreno, ad esempio, azoto e fosforo che sono riutilizzati dai produttori come nutrimento.

LA NATURA PERFETTA

E così la natura, in un circolo perfetto, fa vivere in equilibrio tutti gli esseri viventi:  produttori, consumatori e decompositori.

Se ad esempio per siccità o incendi dovessero morire le piante, diminuirebbero gli erbivori non trovando cibo a sufficienza. E questo causerebbe una diminuzione dei carnivori, che anche loro non troverebbero più molto cibo. Diminuendo gli animali e le piante, anche i batteri non avrebbero molto da decomporre. Con il passare del tempo, grazie al vento, alle piogge e agli insetti le piante aumenterebbero di nuovo, così da riattivare la catena alimentare.

Più piante = più cibo per gli erbivori = più animali erbivori = più cibo per gli animali carnivori=più cibo per i batteri=più sostanze nutrienti per le piante =più piante e così via.

E SE L’UOMO INTERVIENE?

Dipende come! Se brucia volontariamente i boschi per disattenzione o peggio per avidità di denaro (come ahimè spesso accade), se inquina i vari ecosistemi causando l’avvelenamento e la distruzione di piante e  animali, irreparabilmente altera la catena alimentare. L’uomo è onnivoro, ma se continua ad alterare in maniera così folle la natura, per quanto ancora potrà trovare cibo?

Inquinare, distruggere interi ecosistemi è una vera follia! Da grande ricordati queste parole e impegnati andando in aiuto del tuo Pianeta attraverso scelte sensate. Anzi inizia subito!

LE MIE REGOLE!
  1. Non spreco il cibo che ho nel piatto per capriccio. Pensa che per ogni capriccio, causi una lacrima al Pianeta;
  2. Non butto l’olio nel lavandino o nel water. L’olio potrebbe arrivare nelle falde acquifere e inquinare terreni coltivati  o rendere i pozzi sotterranei di acqua potabile inutilizzabili;
  3. non spreco mai l’acqua dolce.  Preferisco la doccia al bagno, chiudo l’acqua mentre mi lavo i denti o mi insapono, faccio riparare subito i rubinetti che gocciolano, innaffio le piante con l’acqua potabile con cui ho pulito la frutta o con cui è stata cotta la verdura.
  4. non getto a terra plastica, mascherine, giocattoli o bottiglie, né in città né in natura. Impiegherebbero decenni a distruggersi, verrebbero mangiate da animali o potrebbero impigliarne altri uccidendoli.
Pallard vestito con la bandiera italiana

3) LA FAMIGLIA UN ECOSISTEMA DI CUI PARLA LA COSTITUZIONE

Fata Smeralda ci ha parlato di una famiglia di ricci molto gentile verso il prossimo.

E la gentilezza ci dovrebbe accompagnare sempre, soprattutto quando ci troviamo in famiglia.

Ogni famiglia ha le sue particolari caratteristiche, è formata da un numero diverso di componenti, ma alcuni sentimenti dovrebbero essere comuni a tutte le famiglie. Il senso di solidarietà, il desiderio del bene reciproco, il sentirsi protetti e al sicuro quando si torna a casa, l’aiuto disinteressato tra i familiari, la gioia di stare insieme e certamente l’assenza di violenza.

È un luogo dove ritrovarsi dopo una giornata difficile a scuola o al lavoro.

La nostra Costituzione parla più volte della famiglia e ricorda l’uguaglianza morale e nei diritti di chi la forma.

I genitori hanno il dovere di mantenere i figli, di comperare loro il cibo, i vestiti, assicurargli una casa pulita, le medicine e le cure se stanno male,  educarli e mandarli a scuola per far sviluppare le loro potenzialità e il loro talento.

Lo dice negli articoli 29 e 30.

SCOPRI 15 PICCOLE DIFFERENZE

Cornelius Pallard invita tutte le famiglie a fare tanto sport per tenersi in salute. Ma tu riuscirai a trovare le piccole differenze?

ANCHE GLI ANIMALI FANNO PARTE DELLA FAMIGLIA.

Non  si abbandonano mai!

4) ASCOLTA LA FAVOLA GIAPPONESE DI “TANABATA”

Te la racconta Chiara Alivernini, una cara amica di Pallard!

QUAL È LA MORALE DI QUESTA STORIA?
SAI RISPONDERE A QUESTE DOMANDE?
  1. Tanabata era una fanciulla povera?
  2. Sai dire quando il giovane si è comportato male con Tanabata?
  3. Il padre di Tanabata era severo?
  4.   Quale promessa il giovane non riuscì a mantenere al padre di Tanabata?
  5. Tanabata e il giovane si incontrano ogni anno in inverno?
  6. Altair e Vega sono due stelle innamorate?
IL TESTO DELLA FAVOLA GIAPPONESE “TANABATA”

Leggi il testo della favola e scopri gli errori grammaticali e di scrittura fatti da Avidik!

Sono ben 46! Riuscirai  a trovarli tutti?

Tanto tempo fa, c’era un giovane che viveva in un piccolo villagio. Un giorno, mentre tornava a casa dal lavoro nei campi, scoprì qualcosa di incredibbile: i vestiti più belli che avesse mai visto! Li voleva e, cosi, li mise trancuillamente nel suo cestino e continuò per la sua strada.

Proprio in quel momento, una voce gridò: «Scusami!”. Il ragazzo fu sorpreso e disse: “Cosa? Qualcuno mi ha appena chiamato?” Una bella ragazza rispose: “Sì, l’ho fatto io! Per favore ridammi la mia veste di piume, vivo in paradiso e sono appena sciesa in cuesto lago per fare il bagnio. Senza la mia veste, non posso tornare indietro.”

La ragazza sembrava sul punto di piangnere, ma il ragazzo fece finta di non sapere e rispose: «Vestiti di penne? Non ne so nula!» E così, incapace di tornare in paradiso, la dea fu costretta a rimanere sulla tera ed inizio a vivere con il giovane.

Il nome della dea era Tanabata.

Tanabata e il giovane si sposarono e vissero inzieme felici. Un giorno, diversi hanni dopo, però, mentre il giovane era al lavoro nei canpi, Tanabata trovò la tunica di piume nascosta tra due travi sul soffito. “Lo sapevo, l aveva nascosta!” penzò tra se. Si infilò la tunica di piume e subito cominciò a sentirsi la dea che era stata una volta.

Quella sera, quando il giovane tornò a casa, fu sorpreso di vedere Tanabata con indosso la tunica di piume, in piedi davanti alla kasa. Tanabata cominciò a salire verso il cielo e chiamò il ciovane: “Se mi ami, intreccia mille paia di sandali di paglia e sepelliscili intorno all’albero di bambù. Se lo farai, ci vedremo di nuovo. Per favore, fallo. Per ché io ti aspetterò!»

Tanabata si alsò sempre piu in alto e tornò a casa in paradiso.

Il giovane era molto triste, ma sapeva cosa fare. Il giorno dopo iniziò a fabricare sandali di paglia. Continuò a tesserli giorno e notte. Alla fine – finita di fare la sua ultima coppia –  li seppellì tuttintorno all’albero di bambù.

Subito l’albero di bambù cominciò a diventare sempre più grande, e crebe senpre più in alto nel cielo. Il giovane iniziò immediatamente a scalare il grande albero di bambù. Si arrampicò sempre più in alto finché fu quasi in grado di raggiunggere il paradiso. Ma poiché aveva voluto vedere Tanabata con tutto il suo quore, si era affrettato a realizzare i sandali di paglia e aveva fatto solo 999 paia. L’albero si fermò ad un passo e la mano del giovane non poté ragiungere il celo.

“Ehi! Tanabata! Tanabata!” il giovane gridò al cielo. “Oh sei tu!” Esclamò Tanabata. Al lungò la mano al giovane e lo trascinò sulle nuvole. “Tanabata, mi sei mancato tanto,” disse il giovane. I due erano felicissimi di vedersi ancora una volta.

Il padre di Tanabata, però, non era felice che la figlia avesse sposato un uomo del mondo sotto stante. Così dette al giovane un duro lavoro da fare, sperando di renderlo infelice. “Protegerai il canpo dei meloni per tre giorni e tre notti”, disse.

Guardare il campo di meloni rendeva il giovane estremamente assetatto, ma se avesse manggiato uno solo dei meloni, si diceva che sarebbe accaduto qualcqosa di teribile. Tanabata gli disse: «Mi raccomando, non puoi assolutamente mangiare nessuno di quei meloni!”.

Ma arrivato al terso giorno, il giovane divenne sempre più assetato e non riuscì a resistere. Prese un melone e lo aprì per mangiarlo.

Nell istante in cui lo fece, l’aqqua emerse dal frutto e divenne un fiume in piena. “Caro!” “Tanabata!” In un istante i due furono separati l’uno dall’altra.

I due innamorati che si guardavano dalle due sponde del fiume diventarono le stelle Altair e Vega.

Il padre di Tanabata permette loro di incontrarsi, ma solo una volta all’hanno, nella notte del 7 luglio.

Fino ad oggi queste due stelle si fronteggiano sulla Via Lattea, brilando vivacemente.

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5) RISPETTIAMO SEMPRE LE REGOLE!

Il giovane innamorato di Tanabata non ha rispettato le regole, ma tu fallo sempre! Leggi il capitolo dedicato al rispetto delle regole e scopri quando le regole ti possono salvare la vita! Se vorrai accedere alle storie a fumetti e agli altri capitoli del libro “Alla Scoperta del Fair Play” chiedi ad un adulto di registrarsi gratuitamente sul sito di www.fairplay4u.it.

Scarica il capitolo tramite il link qui sotto:

1 – Capitolo Rispetto delle Regole

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